32 – Maserati Biturbo Spyder Zagato (1986)


Nel 1976 Alejandro de Tomaso acquista da Citroen la fabbrica Maserati. L’argentino ha idee originali, vuol discostarsi dalla produzione degli anni Sessanta, quando le Maserati erano oggetti di culto costruite a mano e in pochi esemplari .Ritiene che la casa del Tridente sia pronta per grandi numeri e produzione in catena. Progetta un coupé che rispecchia la linea della gigantesca Quattroporte. Lo vuol lanciare sul mercato ad un prezzo competitivo (poco più di 22 milioni di Lire) prevedendo una produzione di almeno 5.000 esemplari all’anno. Ma l’obiettivo non fu mai raggiunto anche a causa dei problemi di affidabilità della vettura sviluppata troppo in fretta.
La Biturbo passerà comunque alla storia come una elegante coupé a tre volumi, la cui linea è ispirata da Giugiaro, con prestazioni elevatissime: monta un 2 litri V6 con due turbine capace di accelerazioni schiaccianti.

Curiosità
Per far fronte alla produzione prevista di 35 esemplari al giorno, solo motore e sospensioni venivano assemblate alla Maserati di Modena, il resto della vettura era prodotta alla Innocenti di Milano Lambrate. Si narra che per far apprezzare l’accelerazione (0-100 km/h in circa 6 secondi) chiedessero al passeggero di raccogliere una moneta posta sul cruscotto, poi acceleravano al massimo e l’ospite rimaneva sorpreso per la forza che letteralmente lo schiacciava al sedile impedendogli di raggiungere la moneta. Solo una limitatissima produzione di esemplari (poche centinaia), realizzati dal noto carrozziere Zagato, ha riguardato il modello cabrio, di sicuro quello che ha riscosso maggiore successo tra le biturbo.

Scheda tecnica
Motore anteriore a 4 cilindri 2 litri biturbo da 185 cv
Lunghezza, 4,15 metri, Larghezza 1,71 metri
Peso circa 1200 kg