25 – Lancia Beta Montecarlo (1978)


Doveva essere il progetto Fiat X1/20, una coupé sportiva da affiancare alla piccola “targa” nata con la sigla X1/9 ma furono Gianni Agnelli e Sergio Pininfarina a decidere che il progetto fosse sviluppato in casa Lancia per dare vita a uno dei modelli di maggior successo degli anni Settanta. La Montecarlo venne presentata nel 1975, forte di un design aerodinamico, del motore centrale di 2000 cc abbinato alla trazione posteriore e del baricentro basso, fu subito soprannominata la piccola Ferrari o la “ferrarina”. La meccanica inoltre faceva affidamento su sospensione moderne McPherson a ruote indipendenti che le garantivano anche notevole stabilità in curva.

La linea ideata da Pininfarina piacque molto, anche alla giuria d’esperti che le conferì lo Style Awards 1976, come premio per la linea giudicata la più bella tra le automobili di produzione in quell’anno. E pur essendo uno sportivo coupé da soli due posti, abitabilità e comfort non erano sacrificati: spostando la ruota di scorta nel vano motore, si ottenne un vano bagagli anteriore grande quanto quello di un’utilitaria da famiglia.

La posizione centrale del motore ben si adattava a elaborazioni, anche estreme, per rally e pista da affidare alle officine Abarth di Torino. Dal modello infatti derivarono la Beta Montecarlo Turbo da pista e la 037 con compressore volumetrico per i rally, versioni da corsa che raggiungevano anche i 400 cv e che vinsero il Giro d’Italia e diversi rally mondiali.

Curiosità
Nel 1979 è nata una seconda serie, con pinne posteriori vetrate per favorire le manovre in retromarcia e una nuova mascherina anteriore col nuovo logo della Lancia. La Beta Montecarlo è rimasta in produzione fino al 1982.

Scheda tecnica:
Motore: 4 cilindri bialbero di 1995 cm³ da 119 CV .
Trazione: posteriore
Lunghezza 381 cm
Larghezza 170 cm
Altezza 119 cm
Serbatoio 59 L
Peso: 1040 kg
Velocità massima: 190 km/h